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The Sedona Method Self Improvement Course

 IL PROCEDIMENTO DI BASE

DI ANDREA ZACCARDI

GRADUATO CORSO COACH LIVELLO 2 METODO SEDONA®

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI – 2009 ® RELEASING SRL



All rights Reserved -2009 Sedona Training Associates 

Prefazione

I benefici del Metodo Sedona® sono da oggi disponibili anche in italiano. Il seguente articolo ti permette di riscoprire come ‘lasciar andare’ ogni emozione provata sul momento. E’ un assaggio che ti permette di ‘sentire’ e ‘provare’ immediatamente come funziona questo semplice ma molto potente Metodo racchiuso in 20 cd (in lingua Inglese).

Per tua convenienza,è anche stata creata la pagina denominata Mini Corso.

In essa troverai la sequenza esatta di studio dei materiali gratuiti contenuti in questo sito e di cui questo articolo fa parte.

Ricordati: quanto segue è solamente un piccolo assaggio; immagina cosa potrebbe fare per te tutta la batteria di procedimenti che compongono il Metodo Sedona ! Buona Lettura e Buon Inizio:

Il Metodo Sedona® è un insieme di semplici esercizi, domande, procedimenti che possono essere insegnati nel corso di un fine settimana. Il Metodo Sedona non insegna nuove credenze né ti dice come comportarti, è piuttosto una dieta per la mente. Libri, corsi, metodi, filosofie religiose hanno per secoli insegnato ad altri uomini cosa pensare, cosa credere, come comportarsi. Il Metodo Sedona, si distingue da tutte le precedenti –logie – insegnando ciò che ogni bambino sa fare in modo naturale: lasciare andare le proprie emozioni.

Prima di acquisire l’attuale sistema linguistico, formato da simboli e suoni specifici della propria nazione, tu fin dal primo giorno di vita eri in grado di comunicare con i tuoi genitori attraverso il sistema emozionale. Se eri felice e tutto andava bene, ridevi o eri tranquillo, se c’era qualche sconforto fisico o problema, riuscivi a comunicarlo piangendo.

Questo primitivo sistema di comunicazione non ci ha mai abbandonato ed è ciò che motiva e colora ogni azione, ogni comportamento, ogni pensiero. Pensa all’impulso ad amare e a formare una coppia monogama, all’impulso a mangiare determinati cibi o a vivere determinate esperienze, come guardare un film, ascoltare musica o ad eccellere nella vita rincorrendo il successo economico.

Contrariamente a quanto pensavamo, non sono i pensieri a creare le nostre emozioni ma sono le nostre emozioni a creare i nostri pensieri. Ogni ricordo o convinzione è associata ad un’emozione positiva o negativa: il Metodo Sedona, attraverso delle semplici domande ripetitive ti permette non solo di accedere alle tue convinzioni e decisioni passate, ma ti permette di provare in questo momento l’emozione connessa, per poi liberarla.

In questo modo, I conflitti emotivi vengono risolti. La mente trova nuovi equilibri, la persona ‘trasforma’ il proprio modo di comportarsi. Ogni studente del Metodo Sedona è in grado non solo di ritrovare la propria vitalità e felicità ma è anche in grado di progettare ed avere la vita che ha sempre sognato di avere. Quando i conflitti interiori vengono risolti, riacquista il 100 % della propria intenzione ed auto determinazione. La mente inconscia e la mente conscia lavorano insieme ed in armonia per raggiungere le proprie mete.

Ricorda, questo è un piccolo assaggio. Se vuoi ottenere il massimo dei benefici e dei risultati duraturi, raccomandiamo vivamente di lavorare con il nostro programma audio in lingua inglese o di partecipare al corso dal vivo o di partecipare al programma di coaching telefonico.

Come Lasciar Andare Le Emozioni 

Ci sono cinque modi di lasciar andare ogni emozione non desiderata, immediatamente e non appena si manifesta sul momento, in modo da permettere ad un po' dell'energia soppressa nel tuo subcosciente di dissiparsi. In questo articolo parleremo del primo modo:scegliere / decidere di  lasciar andare l’emozione o la sensazione non desiderata. 

Un piccolo esercizio

Prendi una penna e tienila in mano di fronte a te. Ora stringila più forte  che puoi. Pretendi che la penna sia una delle tue emozioni negative  e che la tua mano rappresenta il tuo stomaco o i tuoi addominali. Dopo un po’ che stringi la penna, incomincerai a sentire un senso di  "fastidio". Questo fastidio dopo qualche minuto diventerà familiare e tu ti adatterai ad esso.

Ora, apri la tua mano e fai  rotolare la penna sul palmo della mano. Nota che sei tu quello che la sta tenendo: non è attaccata alla tua mano. Lo stesso è vero anche per le tue emozioni. Le tue emozioni o sentimenti sono attaccati a te stesso quanto la penna è attaccata alla tua mano. 

- andrea inserisci foto figura dell’esercizio della penna -

Nella nostra società, sin da bambini, ci hanno insegnato a trattenere  le nostre emozioni ‘dentro noi stessi’ . Ma così facendo ci dimentichiamo che siamo noi stessi ad aggrapparci ad esse. Noi letteralmente cerchiamo di bloccare la fuoriuscita delle nostre emozioni, contraendo / chiudendo i muscoli presenti all’altezza dello stomaco. Attraverso gli anni e l’abitudine, questo modo di fare è diventato automatico ed ‘istintivo’. Pensa, ad esempio, a qualcosa di veramente imbarazzante che hai fatto o a qualcosa che ti mette ansia. Mentre pensi a quell’evento, poni la tua attenzione sul tuo stomaco, e nota come stai chiudendo / contraendo i tuoi muscoli. Riesci a notare la tua reazione di chiusura verso quell’emozione ? Riesci a notare come cerchi di reprimerla ‘dentro’ di te ?

Invece di usare le emozioni a nostro vantaggio, ci facciamo controllare da esse a tal punto che diventiamo un tutt’uno con esse. Quando parliamo, infatti, se ci sentiamo arrabbiati o tristi, di solito diciamo, ‘io provo rabbia’, oppure, ‘io provo tristezza’.

Succede anche nel nostro linguaggio. Quando ci sentiamo arrabbiati o tristi, di solito non diciamo, "io provo rabbia", "io provo tristezza", “io provo felicità”. Noi diciamo, "Io sono arrabbiato", "Io sono triste", “io sono felice”. Senza realizzarlo  ci identifichiamo erroneamente con  l'emozione diventando ciò che proviamo.  Spesso,  crediamo che un sentimento ci stia bloccando, ci stia trattenendo o che si sia aggrappato a noi. Questo non è vero ... noi siamo sempre in controllo (magari senza saperlo): siamo noi che ‘automaticamente’ cerchiamo di aggrapparci a ciò che proviamo, cercando protezione o conforto nelle nostre emozioni, le quali hanno tanta sostanza quanto una nuvola di vapore!

Ora, torniamo all’esercizio della penna: e lasciala andare girando il palmo della tua mano verso il pavimento.

Che cosa è successo? Hai lasciato andare la penna, ed è caduta sul pavimento. E' stato difficile ? Certo che no. Questo è ciò che intendiamo quando diciamo  di "lasciar andare". 

Puoi fare la stessa cosa con qualsiasi emozione: puoi scegliere di lasciarla andare.

- inserisci foto andrea mani aperte -

Rimanendo con la stessa analogia: se cammini con la tua mano aperta, sarebbe molto difficile  tenere la penna vero ? Allo stesso modo, quando permetti o accogli un’ emozione, apri la tua coscienza, e ciò permette all'emozione di andarsene da sola - come le nuvole che passano in cielo o come il fumo  che passa su attraverso il caminetto. E' come avere una pentola piena d’acqua che bolle sul fornello. Se metti un coperchio, che cosa succede ? E se togli il coperchio, che cosa succede a tutto quel vapore ? Le tue emozioni sono come quel vapore. Quella contrazione in mezzo al petto o allo stomaco rappresenta invece il coperchio posto sopra la pentola.

Ora, se prendendo la penna  di prima, tu riuscissi ad ingrandirla abbastanza con un microscopio elettronico, ti sembrerebbe sempre di più come se essa fosse composta da spazio vuoto.  Ciò succede veramente quando guardi lo spazio che esiste tra  le molecole e gli atomi: tra il nucleo e gli elettroni esiste spazio. E più andiamo ingrandiamo quell’atomo, più ci accorgiamo di quanto sia composto da particelle che vibrano in enormi spazi vuoti. Allo stesso modo, quando ti immergi nel nucleo di ogni emozione, osservi un fenomeno paragonabile: niente è veramente lì. Ogni emozione sembra ‘densa’ e ‘pesante’ ma nel suo nucleo troviamo semplicemente spazio vuoto ed una sensazione di tranquillità (vedi articolo Altri 3 modi di Lasciar Andare).

Facendo pratica con il procedimento del rilasciare contenuto in questo articolo, scoprirai che anche le tue emozioni più profonde sono solo sulla superficie. Nel loro nucleo centrale  tu sei vuoto, in silenzio, in pace- non nel dolore e nel buio che molti di noi credono di essere. Infatti, anche le nostre emozioni più estreme hanno così tanta consistenza quanto una bolla di sapone. E  sai molto bene cosa succede quando infili il tuo dito nella bolla di sapone: scoppia. E ciò è esattamente quello che succede quando  ti immergi verso il centro di una emozione. 

Per favore tieni a mente queste tre analogie, mentre insieme, andiamo attraverso il procedimento del rilasciare. Lasciar andare ti aiuterà a   liberarti da tutti i tuoi schemi di pensieri,  emozioni e comportamenti non desiderati. Tutto ciò che è richiesto da te è che tu sia aperto quanto più possibile al procedimento.  Rilasciare ti permette di pensare  più liberamente,  sebbene non sia un procedimento basato sul pensiero.  Ti aiuterà ad accedere ad una creatività più elevata, anche se non hai bisogno di essere particolarmente creativo per avere successo nel farlo. 

Otterrai di più dal procedimento del rilasciare nella misura in cui tu sarai in grado di permettere a te stesso di vederlo, sentirlo, e provarlo piuttosto che pensando al come e al perché funziona. Conduci, meglio che puoi, con il tuo cuore, non con la tua testa:  mantieni il tuo pensiero al minimo mentre sposti la tua attenzione e la tua concentrazione da "dentro" la testa all'area centrale del tuo corpo dove, in questo momento, tu stai provando le tue emozioni. Se ti senti un po' bloccato nel cercare di capire, puoi usare lo stesso identico procedimento di lasciare andare di "voler cercare di capire". Ti garantisco che, mentre userai il procedimento,  lo capirai meglio avendo esperienza diretta di ciò che stai facendo. 

E allora incominciamo.

Mettiti a tuo agio e concentrati dentro te stesso. I tuoi occhi possono rimanere sia aperti che chiusi.

Passo 1: Pensa ad un argomento o ad un problema su cui vorresti sentirti meglio, e poi permetti a te stesso di provare ciò che stai provando in questo momento, senza alcuna censura ! Ciò non deve essere per forza un'emozione forte. Semplicemente accogli l'emozione e permettile di essere presente così com’è  o meglio che puoi. Sposta la tua attenzione dalla testa (e dalle immagini e pensieri che compongono quel problema) verso l’area centrale del tuo corpo dove tu stai provando l’emozione in questo momento.

Questa istruzione potrebbe sembrare troppo semplice, ma deve esserlo. Molti di noi vivono nei propri pensieri, immagini, e racconti riguardo il passato ed il futuro, piuttosto che essere consapevoli di cosa provano in questo momento. L'unico momento in cui possiamo fare qualcosa riguardo ciò che proviamo è ORA. Infatti, puoi davvero cambiare ciò che hai provato ieri ? Certo che NO! Inoltre non aspettare che un sentimento sia forte prima di lasciarlo andare:, se provi un senso di vuoto, monotonia, stordimento, stanchezza, isolamento o di vuoto interiore, quelli sono dei sentimenti che possono essere lasciati andare tanto facilmente quanto quelli più facilmente riconoscibili come la rabbia, l’ansia, la tristezza. Più lavorerai con questo procedimento, più sarà facile per te identificare ciò che provi in questo momento. Infine, nota l’intensità dell’emozione: dove 1 = per niente e 10 = tantissimo.

Passo 2: Domanda a te stesso una delle seguenti tre domande:

• Potresti lasciar andare questa emozione? • Potresti permettere a questa emozione di essere qui ? • Potresti accogliere  questa emozione ?

Queste domande ti chiedono semplicemente se sia possibile fare questa azione. "Si" o "no"  sono entrambe risposte accettabili. Spesso lascerai andare anche quando dici "no". Meglio che puoi, rispondi alla domanda che hai scelto pensando il minimo possibile e tenendoti alla larga dal dubitare te stesso o dall'intraprendere un dibattito interiore riguardo i meriti di questa azione o delle sue conseguenze.

Tutte le domande usate in questo procedimento sono deliberatamente semplici. Non sono importanti in sé o di per sé ma sono strutturate per indirizzarti verso l'esperienza del lasciar andare, verso l'esperienza dello smettere di trattenere. Vai al Passo 3 a prescindere da come hai risposto alla prima domanda.

Passo 3: Non importa con quale domanda tu abbia incominciato, domandati questa  semplice domanda:

Vorrei ? In altre parole: Sarei disposto a lasciar andare ?

Ancora una volta, stai alla larga dai dibattiti interiori meglio che puoi. Inoltre ricordati che stai sempre facendo questo procedimento per te stesso- con lo scopo di guadagnare la tua libertà e maggior chiarezza. Non importa se l'emozione sia giustificata, di lunga-durata o giusta.

Se la risposta è “no,” oppure se non sei sicuro, domandati: “Preferirei avere questa emozione, oppure preferirei essere libero ?"

Anche se la risposta è ancora "no", vai al Passo 4.

Passo 4: Domanda a te stesso questa semplice domanda : Quando ?

Questo è un invito a semplicemente lasciar andare ORA. Puoi facilmente ritrovarti ad aver già lasciato andare. Ricordati che lasciare andare è una decisione che puoi fare prendere ogni volta che  desideri.

Passo 5: Ripeti i passi precedenti  da 1 a 4 per diverse volte  finché  ti senti libero da quella particolare emozione.

Probabilmente ti ritroverai a lasciar andare un po' di più ad ogni passo del procedimento. I risultati all'inizio potrebbero essere abbastanza lievi. Se sarai persistente, i risultati diventeranno, molto velocemente,  sempre più notabili. Potresti notare di avere degli strati di emozioni riguardo uno specifico argomento. Tuttavia, ciò che lasci andare se ne è andato per sempre !

Il Procedimento di Base

 

1.   Pensa ad un problema che ti agita, spostando la tua attenzione dalla  testa all’area del corpo dove in questo momento provi quel senso di

           agitazione, di tristezza o di rabbia.

2a. Potresti accogliere quell’emozione meglio che puoi ?

2b. Potresti lasciar andare quell’emozione ?

3.    Vorresti Lasciarla Andare ?

4.    Quando ?

5.    Nota l’emozione presente in questo momento. E’ intensa come  all’inizio o è meno intensa ? E’ la stessa emozione o è un’altra ?

6a.  Potresti accogliere quell’emozione meglio che puoi ?

6b.  Potresti lasciar andare quell’emozione ?

7.     Vorresti Lasciarla Andare ?

8.     Quando ?

9.     Vai dal punto 5 al punto 8 finché non senti una sensazione di

  Pace / Felicità / Calma.

 

-       Se senti di non poter lasciar andare un’ emozione, non passare al punto successivo. Prima leggi questa domanda, poi torna sul punto dove stavi. La domanda è:

“in questo momento preferisci avere questa emozione oppure   preferisci essere libero/a?

 

Questo è un procedimento ripetitivo: ad ogni passaggio noterai il decrescere dell’intensità dell’emozione. Continua a ripetere queste domande fino a quando proverai una sensazione di pace / felicità / calma. A questo punto, finisci il procedimento.

 

Lo scopo di questo procedimento è di mostrarti quanto sia semplice, veloce ed efficace trasformare ogni emozione negativa in emozione positiva.

 

Questo procedimento è il primo passo verso l’essere Causa sui tuoi stati emotivi, invece di essere Effetto. Moltissimi altri procedimenti ti attendono sul Metodo Sedona e sul programma di Coaching ‘Nuova Vita’.

 

Maggiori info in lingua inglese goto Sedona.com

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